sabato 5 marzo 2011

Quando l'occidente dorme ancora...

Dopo un bel po' di tempo lontano dal BLOG eccomi di ritorno. E' un periodo davvero pieno di impegni, come non mai. Prima l'arrivo a Tokyo, la sistemazione nella nuova casa, la scoperta del quartiere, le giornate lente e soporifere nell'attesa della sera, del ritorno di K. dal lavoro, il freddo dell'inverno, il profumo del riso appena cotto, la pentola (onabe) che bolle (gutsu gutsu...onomatopeica giapponese per il rumore dell'acqua che bolle, appunto) nel centro della tavola e le verdure che cuociono nell'attesa di essere mangiate, riscaldando anima e corpo....


クリックすると新しいウィンドウで開きます


e poi finalmente uno scossone, il lavoro che arriva, le giornate che si fanno veloci, senza tregua, colme di impegni..della serie che avrei bisogno di almeno 36 h al giorno per poter fare tutto!

Il mondo del lavoro in Giappone e' del tutto particolare. Entrando a far parte della societa' (come dicono i giapponesi, diventando shakaijin) si acquisisce tutta una serie di diritti, ma direi soprattutto doveri. I diritti potrebbero essere: l'assicurazione dell'azienda, che ti sostiene in caso di malattia, gravidanza e quant'altro, il trasporto, che l'azienda ti ripaga al 100% e....la birra della sera...che diventa un sacrosanto diritto di ciascun hard worker (ハード・ウォーカー) della societa' nipponica in generale, ma soprattutto degli stakanovisti lavoratori della capitale.


クリックすると新しいウィンドウで開きます

Purtroppo la mia giornata tipo inizia molto presto..sveglia alle 6:30, mi preparo con cura (finalmente ho trovato il mio ritmo e riesco a far colazione con calma, addirittura 10 minuti!!! In Italia era davvero lampo la colazione..in 3 minuti esatti trangugiavo tutto e via, di corsa al lavoro!) dopodiche' inforco la bici e mi dirigo verso la stazione e lascio la bici al parcheggio a pagamento (in Giappone nelle zone piu' abitate, e quindi con maggior numero di biciclette, queste vengono rimosse se parcheggiate in zone non autorizzate!)



クリックすると新しいウィンドウで開きます

Prendo il treno delle 7:42 insieme ad almeno altri 1500 giapponesi (altri 1500 saliranno sul treno delle 7:45,,,altri 1500 su quello delle 7:48 e cosi' via....fino alle 9:00 quando i passeggeri inizieranno chiaramente a diminuire).

L'esperienza mattutina del treno e' davvero tipica della vita in Giappone. Ordinatamente e silenziosamente i giapponesi entrano nelle carrozze dell'ora di punta, incuranti del fatto che siano gia' strabordanti di persone, continuano ad entrare spingendosi l'un l'altro al fine di poter incastrarsi perfettamente stile TETRIS per riuscire ad arrivare al lavoro in tempo (la puntualita' e' tutto in Giappone, si sa). Con la pioggia e con il sole, nelle torride giornate estive come nelle gelide mattinate d'inverno, i giapponesi corrono alla stazione per prendere il loro treno, chi con l'ombrello in mano, chi con l'ipod nelle orecchie, chi con il cestino del pranzo (obento, vd. foto) preparato con cura la sera prima (come facciamo io e K. da circa un paio di settimane), chi con il romanzo lasciato a meta' il giorno prima....


クリックすると新しいウィンドウで開きます

Obentou (お弁当)il pranzo al sacco giapponese.


クリックすると新しいウィンドウで開きます


クリックすると新しいウィンドウで開きます


クリックすると新しいウィンドウで開きます

クリックすると新しいウィンドウで開きます


Non ci crederete, ma c'e' chi riesce a leggere il quotidiano in questa bolgia! Notare che i giapponesi in questo caos riescono sempre a mantenere la calma e nella serenita' piu' zen il vicino ti puo' stritolare un braccio o pestare entrambi i piedi,,,,i giapponesi manterranno gli occhi chiusi, in una serena posa di meditazione.


クリックすると新しいウィンドウで開きます


Io di solito mi salvo grazie alla musica...e alla carrozza delle donne....esatto, in Giappone, dalle 7:30 alle 9:00 ci sono carrozze speciali per le donne che non vogliono stare "appiccicate" agli uomini sul caotico treno del mattino...visto che potrebbero allungare le mani quindi da qualche tempo hanno pensato bene di adibire un paio di carrozze a convoglio a luogo speciale vietato al sesso maschile. Nonostante all'inizio abbia pensato che questo sistema fosse alquanto retrogrado, in realta' ho iniziato ad apprezzarlo essendo gli uomini giapponesi poco attenti all'igiene personale rispetto alle donne (beh..non tutti ovviamente, ma insomma alcuni,,,) quindi la mia visuale mattutina e' fondamentalmente questa:


クリックすると新しいウィンドウで開きます

Poi arrivo in ufficio e inizia la mia giornata di lavoro...ormai e' quasi passato un mese dal primo giorno ed inizio a capire molte cose..e' un lavoro divertente e creativo (cosa che mi era mancata fin'ora) ma si lavora molto in gruppo (cosa a cui non sono affatto abituata *___* ) e l'orario di lavoro e' un optional (restare fino alle 20:00 ogni giorno e' purtroppo quasi una regola...anche se molti tornano a casa non prima delle 22:00!!!!) ma dedichero' un post a questa folle incuranza dell'orario di lavoro qui in Giappone...visto che c'e' molto, molto da raccontare!Alla prossima!!


クリックすると新しいウィンドウで開きます

sabato 29 gennaio 2011

Cosa succede in citta'?

Quando sono arrivata in Giappone, lo scorso 7 Ottobre, mi sono buttata a capofitto nella ricerca della casa e una volta trovata mi sono fatta in quattro per scovare i mobili e gli oggetti per l'arredamento del nuovo "rifugio"...tutto questo ha richiesto circa un mesetto e a quel punto mi sono chiesta seriamente se mancava qualcosa...ebbene, si, mancava un'occupazione. Cosa sarei venuta a fare in Giappone se non a LAVORARE? Il 4 Novembre ho sostenuto il primo colloquio, andato a buon fine, la ditta in questione importa vini da tutto il mondo ed e' una fra le societa' piu' importanti nel campo dell'enologia in Giappone. Azienda giapponese, impiegati giapponesi... atmosfera... giapponesissima, tant'e' che mi hanno chiamato altre due volte (!!!) per chiarire ulteriori dettagli del mio lavoro (e qui mi chiedo....ma decidere tutto in una sola volta senza farmi andare in capo al mondo - 50 minuti di treno e 10 euro circa di spesa -?). Avrei potuto gia' decidere infatti la proposta non e' male ma alcuni ex colleghi mi mettono in guardia: "Attenta...farai ore e ore di straordinari e inoltre ti tocchera' andare in ufficio anche il sabato se necessario! In piu' se durante la settimana c'e' una festa nazionale per recuperare il capo ti fara' andare a lavorare il sabato di sicuro"...Insomma,,,non ero proprio entusiasta all'idea e quindi tergiverso, del resto sto aspettando il visto e la ditta deve aspettarmi se mi vuole. Sembra che non abbiano premura e mi concedono l'attesa. 

Poi arriva Dicembre e mi ricordo magicamente che devo richiedere il visto per stare in Giappone o il 5 Gennaio devo fare ritorno in Italia (il visto turistico vale solo 90 giorni)! Corro all'immigrazione e la simpatica signorina mi fa presente che un mese non e' sufficiente per ottenere il visto...quindi le possibilita' sono due: o torno in Italia e faccio applicazione per il rientro tramite l'ambasciata (a Roma!) oppure esco una volta dal Giappone e al rientro ri-ottengo tre mesi di visto turistico, tempo che mi permette di fare l'applicazione per il ricongiungimento familiare (in inglese spouse visa, in giapponese 在留証明書 zairyuushoumeisho come 配偶者 haiguusha). Mi mangio le mani perche' mi sarebbe bastato andare SUBITO all'immigrazione una volta arrivata in Giappone ma tant'e'...l'11 Dicembre io e K. ci concediamo una vacanza e andiamo a Taipei...uniamo l'utile al dilettevole quindi. Tre giorni sono sufficienti per visitare questa citta' ultra moderna ma anche ricca di espresioni tradizionali e particolarmente colorata e calda (a meta' Dicembre all'ora di pranzo c'erano 30 gradi). Eccovi alcune immagini per darvi un assaggio della capitale di Taiwan.














Poi e' arrivato Natale (passato in sordina, come vi raccontavo nei post precedenti) e il Capodanno, trascorso allegramente a Osaka, come sapete.

Il 2011 e' iniziato nel migliore dei modi infatti ho abbandonato la mia proverbiale pigrizia(alcuni dicono che sia colpa della mia Luna in Bilancia..chissa'..) e mi sono iscritta alla piscina vicino a casa (ci si arriva in 2 minuti!!) dove ho nuotato e frequentato il corso di Aqua Shape (la nostra acquagym, insomma) e vi confesso che e' una bella piscina, estremamente pulita, personale ultra gentile, mille comfort (armadietti personali, sauna, onsen, idromassaggio, grosse specchiere, asciugacapelli di alta qualita', poltrone massaggiatrici, shampoo e docciaschiuma, docce con acqua calda regolabile) il tutto a prezzi onestissimi!!! Povera Italia...se penso a quello che ci offre la Piscina di Scandicci alla stessa cifra....certo, puoi andare in piscine piu' belle a Firenze (vedi Klab) ma a che prezzi? Assurdi. Quindi sono davvero felice di questa comodita' vicino a casa, ci vado un giorno si' e uno no ora che sono ancora disoccupata! Una piccola curiosita': io sono piena di piercing alle orecchie (in tutto 7 fori) e porto sempre un braccialetto d'argento, regalo "galiciano" di K. di qualche tempo fa, e quando mi sono tuffata in piscina il primo giorno ho visto il bagnino correre verso di me tutto allarmato...mi sono quindi avvicinata al bordo  e ho capito il motivo di tanta apprensione: in Giappone in piscina non si puo' entrare con oggetti metallici addosso! Eppure l'argento non stinge mica...mah, ora mi tocca levarmi tutta la "ferraglia" come dice il mio babbo e non e' per niente simpatico! Menomale che sono riuscita a nascondere sotto la cuffia almeno l'ultimo piercing in cima all'orecchio (che ci vuole un'ora a rimettermelo)!!

In questi giorni poi ci sono state delle novita' in campo lavorativo. Pare che tutte le aziende si siano svegliate dal torpore pre-natalizio e sono arrivate nuove richieste di colloquio...tra le proposte dei giorni passati ho trovato una valida offerta e...udite, udite...il 7 Febbraio inizio a lavorare! Si tratta di un importatore franco-nipponico che ha l'esclusiva su prodotti eno-gastronomici provenienti solo dall'Italia, quindi e' uno specialista di merce italiana e si tratta di prodotti di nicchia, difficilmente reperibili anche in Italia. Io faro' parte del New Business Development Division (新規開拓) e mi uniro' ad un team di altre due persone.

L'euforia si mescola alla paura di affrontare una situazione completamente nuova e sconosciuta per me...ma sono certa che ci sara' anche da divertirsi...e' una sfida proprio niente male! Vi aggiornero' nelle prossime settimane, cosi' vi raccontero' le prime impressioni nella mia nuova ditta.

venerdì 7 gennaio 2011

Un Capodanno nel Kansai, tra takoyaki e risate in famiglia

Ed e' iniziato anche il 2011, anno fantomatico e futuristico...l'anno che scrivevo da bambina su un foglio bianco immaginandomi il mio misterioso futuro: eccolo qua! Chi l'avrebbe mai detto che sarei stata in una stanza di Tokyo tutta bianca, temperatura +15 gradi, avrei bevuto un mediocre caffe' d'orzo e scritto la mia pagina di blog aspettando l'orario giusto per iniziare a fare una torta (la prima torta di Tokyo..ma questo e' ancora futuro!Ve ne racconto nel prossimo post?)

Quindi, il 2011 e' iniziato in maniera estremamente fredda, anche se il cielo e' di un azzurro davvero terso e pulito, un vento polare soffia per le strade mentre io arranco sulla mia bicicletta, ovviamente controvento, cercando di evitare gli sguardi divertiti dei passanti non muniti di bici che ammirano il mio berretto il quale vola via e mi costringe a tornare indietro..non senza fatica. Per andare dove poi?

All'ufficio anagrafe del mio quartiere...ma vaff...





A Osaka il tempo e' stato pessimo, pioggia e neve tutti i giorni, ma cio' non ci ha impedito di visitare i posti del cuore...quelli che quando vai via da una citta' ti restano nel cuore, appunto, e che contribuiscono a costruire quel paradiso edulcorato ed idilliaco che si chiama "memoria". Siamo stati a Dotonbori e Amemura, nel mio ristorante di ramen preferito (si chiama Kamukura, per chi volesse saperlo, ogni volta che lo assaggio piango di felicita' -ma anche per la temperatura semplicemente ustionante-), abbiamo gustato ancora una volta il favoloso takoyaki di Sennichimae e svernato nella mia libreria preferita di Shinsaibashi, Junkudo (che a mio avviso e' davvero la piu' bella del Giappone, almeno fin'ora..). 















Non posso non ricordare della piacevole giornata a Kyoto, anche se il cielo plumbeo non ha certo aiutato nell'immortalare le meraviglie di questa citta'...ho foto migliori dell'antica capitale...




Nel quartiere di Demachi-yanagi e' nata la letteratura mondiale. Qui, circa 10 secoli fa, la figlia di un benestante monaco buddista crebbe e ricevette un'inusuale educazione (di quelle che spettavano ai giovani maschi) ma l'unica figlia del suddetto monaco pare che fosse particolarmente intelligente e propensa allo studio degli antichi sutra cinesi, tant'e' che durante la sua lunga vita (e' morta a circa 70 anni...che all'epoca era una rarita') ha prodotto i suoi due capolavori: il Genji Monogatari (Storia di Genji, Il Principe Splendente) e il Murasaki Shikibu Nikki (omonimo diario). Lei era Murasaki Shikibu, colei che ha messo per iscritto la lingua delle donne, il kana, all'epoca bisfrattato come linguaggio non degno della piu' alta letteratura, fino ad allora limitata al solo cinese (quindi solo kanji). Come forse saprete oggi in Giappone si usano i kanji (ideogrammi), ma anche l'hiragana, la lingua dai tratti semplificati...e se esiste lo dobbiamo anche a Murasaki Shikibu...grazie per averci parzialmente liberato  dai complicati ideogrammi cinesi!!







Il tempio dove visse Lady Murasaki si chiama Rozanji (廬山寺)ed e' consigliabile visitarlo in tarda primavera, quando il fiore di sumire (violetta) sboccia in tutto il cortile zen...che dev'essere davvero uno splendore.

A Kyoto non mi sono fatta mancare un po' di sano shopping. Da circa 10 anni sono fedele cliente del marchio Mamy Sango http://www.mamysango.co.jp/catalog/s_kyo/index.html e a Kyoto trovo sempre le ultime novita'...si tratta di balsami per le labbra arricchiti con vari olii essenziali, profumi giapponesi in balsamo da spalmare dietro alle orecchie e sui polsi al te' verde', all'osmanto(!!!), ai fiori di ciliegio, alla lavanda, ecc...), vendono anche creme per il viso (allo yuzu, un agrume giapponese)e dei lucidalabbra con scaglie d'oro e argento (!!!). Insomma...da impazzirci. Per chi vive in Giappone e' possibile acquistarne on-line.


E, ovviamente, ho passato le mie serate con l'allegra famiglia di K., abbiamo parlato a lungo, gustato le specialita' di Capodanno preparate dal babbo di K. (che di professione fa il cuoco) tra cui dei grossi molluschi pepati e cucinati ancora vivi (!!!) e bevuto fiumi di birra e ...umeshuu (liquore di prugne) fatto in casa dalla mamma di K.!! Cosi' dolcemente buono e alcolico da ubriacarsi senza rendersene conto (ehh..sono 40 gradi!). Ecco perche' ad una certa del 31 Dicembre sono stata vista ballare al ritmo di Chiquitita e Armando degli Abba con Sumichan (mamma di K.), sfegatata fan del mitico gruppo svedese sin dal lontano 1974...tanto che conserva decine e decine di vinili (bellissimi).


Tara no tamago (uova di merluzzo)


O-konomi-yaki


Wagashi  e O-mochi (dolci a base di pasta di riso e zucchero)


La scelta del vinile...notare un vecchio LP di Lionel Richie nelle mie mani.


J. (fratello di K.) e Kirachan

Ennesimo kanpai! (Mi avevano gia' persa...era troppo buono umeshuu!)

Anche K. era abbastanza "andato"...a dir la verita'.


O-zouni (zuppa a base di pasta di riso filante): e' beneaugurante.


O-sushi fatto dal babbo di K.!


O-Sechi-Ryouri


O-Sechi-Ryouri


Awabi...erano vivi e..si muovevano mentre il babbo di K. li metteva in padella...
Allo scoccare della mezzanotte (ossia al rintocco della campana del tempio, joya no kane) abbiamo brindato e mangiato il toshikoshi soba, della soba (una specie di spaghetti di grano saraceno) che porta fortuna se mangiata alla mezzanotte del 1 Gennaio...e' sinonimo di lunga vita!



Toshi-koshi soba

 

La mattina dopo abbiamo mangiato altri piatti tradizionali e siamo andati al santuario Shintoista (il Namba Jinja), dove abbiamo fatto la fila per pregare...poi abbiamo fatto anche omikuji ossia abbiamo consultato l'oracolo che pare non sia niente male per me quest'anno...la direzione e' il Nord (?) il lavoro arrivera' ma non sara' quello che mi aspetto e devo assolutamente evitare i traslochi. Inoltre pare che tornera' una persona dal passato...e sara' una persona chiave per me nel 2011 (vedremo..).Questo e' l'anno del coniglio quindi...buon coniglio a tutti!!!



O-mikuji (oracolo del santuario)



Si sorteggia il numero e se ne ottiene l'oracolo relativo !




Vi posto alcune immagini di questa breve ma intensa vacanza osakese...con l'augurio che questo nuovo anno dia forma e sostanza ad un po' di quei cataplasmi che giacciono nel nostro archivio mentale sotto la voce di "desideri"...

martedì 21 dicembre 2010

L'avvento...a Tokyo!

Come sapete mi sono trasferita in Giappone da poco e mi sto impegnando affinche' possa riabituarmi alla vita secondo la cultura e le abitudini dei giapponesi. Proprio per questo quest'anno ho snobbato l'albero di Natale, non perche' non mi piaccia, anzi, ho sempre amato allestirlo insieme ai miei fratelli, ma quest'anno, vuoi per questa mia intenzione a non esagerare con le manifestazioni di "italianita'" nella mia nuova casa, vuoi per la mancanza di persone con cui condividere la passione per l'alberello (mio marito non ha mai apprezzato...presto capirete anche perche'..) l'albero di Natale non e' stato nemmeno acquistato.

Volendo fortemente seguire le tradizioni nipponiche fin da subito, complici le mie nuove amichette Kazu e Yukina, mi sono messa a studiare le tecniche di preparazione del famigerato 年賀状 (nengajou). Cos'e' il nengajou? Non potete nemmeno sperare di viverci in questo Paese senza saperlo, poiche' si tratta di un'usanza comune a tutti coloro che fanno parte della societa' (vd. miei post precedenti, gli 社会人 (shakaijin, coloro che fanno parte della societa' lavorativa giapponese e che come tali hanno diritti ma soprattutto doveri!Uno di questi e' la preparazione dei nengajou).

Il nengajou e' la cartolina augurale per il Capodanno, che spazia dalla semplicissima cartolina bianca con due frasi per augurare un felice anno nuovo fino ad arrivare a vere e proprie opere d'arte, con collage di 和紙 (washi, la carta di riso giapponese) e scaglie d'oro, con delicati 俳句 (haiku, breve poesia giapponese) disegnati con maestria ed accuratamente firmati con il proprio 印鑑 (inkan, timbro personale che funge da firma ufficiale, usato da tutti i giapponesi nelle occasioni burocratiche). Insomma..ci ho sempre letteralmente lasciato gli occhi su queste meraviglie della cultura nipponica...e non ho potuto fare a meno di prepararne a mia volta, cercando di dargli un tocco della mia personalita'.

Innanzi tutto sono andata ad ispirarmi nel tempio del nengajou: il negozio ITOYA di Ginza, 8 piani di articoli di cancelleria, per me il paradiso. Vi prego di dare un' occhiata al sito per rendervi conto delle meraviglie che possono essere acquistate qui: http://www.ito-ya.co.jp

Dopo aver apprezzato le creazioni esposte da Itoya ho comprato delle bellissime etichette colorate e sfavillanti di vario tipo, dalla carta giapponese a quelle con beneauguranti ideogrammi antichi, poi un paio di timbri con ideogrammi, l'immancabile 筆ペン (fudepen, la penna che imita la scrittura del fude, il pennello per l'esercizio di calligrafia giapponese) e tanta, tanta carta giapponese.

In Giappone si segue il calendario degli eto cinesi, per il quale ogni anno e' caratterizzato da un animale, con cicli di dodici anni ciascuno e quest'anno e' la volta del CONIGLIO, per cui i nengajou del 2011 vedranno protagonista il simpatico e prolifico animaletto! Io ho preferito evitare di comprare timbri con i conigli perche' gia' l'anno prossimo non potro' piu' ultilizzarlo (potro' farlo solo tra 12 anni!E visto che i timbri sono piuttosto cari..beh...lasciamo perdere gli eto!).

Rientrata dai miei acquisti mi sono messa all'opera e questo e' lo scenario quando mi coglie l'ispirazione:





Un bel caos, non c'e' che dire...e in tutto questo la mia micia mi "aiutava" giocando con la preziosa carta washi strappandomela tutta! Menomale che poi l'ho messa in salvo...

Le persone a cui augurare un felice 2011 erano numerose quest'anno...per cui ci ho davvero fatto notte su questo kotatsu (tavolino giapponese basso con stufa incorporata)!!Menomale che e' riscaldato e non ho patito freddo (vd. post precedenti)...

Ed ecco il risultato delle mie fatiche, non ancora all'altezza delle mie aspettative ma prometto che l'anno prossimo faro' di meglio, soprattutto perche' ho intenzione di frequentare un corso di SHUJI (calligrafia tradizionale):













 Poi le cartoline sono state spedite e nei prossimi giorni arriveranno a destinazione..in Italia appena riusciranno (chissa' quando..) in Giappone regolarmente il 1 Gennaio, dato che quando si va alle poste basta segnalare che si tratta di nenga e le cartoline saranno accuratamente recapitate a partire dal nuovo anno (guai a ricevere il nenga il 31...perche' in giapponese c'e' una formula di "Buon anno" valida fino al 31 Dicembre ed una che puo' essere usata solo dal 1 Gennaio...quindi...occhio!)

Tornando al nostro albero di Natale, qui in Giappone esso non e' altro che il simbolo del Natale occidentale, anzi del X'mas (il Natale americano con tanto di turkey e X'mas cake !!!) percio' qui Natale e' sinonimo di acquisti per chi e' sufficientemente trendy (e ha tanti soldi da spendere per un tacchino alla modica cifra di 70 Euro!!) per permettersi di fare l'"ammerigano"...non so se mi spiego.

Di solito i giovani amano festeggiare il Natale in dolce compagnia. Qui in Giappone la vigilia sembra il nostro 14 Febbraio: hotel overbooked, ristoranti alla moda prenotati da mesi, vendite di diamanti come fosse pane...perche' a Natale si sta con la dolce meta', si cena al lume di candela e il dopo cena e'...scoppiettante come fuochi d'artificio! Quindi immaginatevi che senso possa avere il mio alberello italiano in tutto questo...

Si', certo, HO-HO!! c'e' il buon Santa Claus (qui lo chiamano Santa-san) che porta doni ai bambini, ma e' una tradizione americanissima che solo i bambini con genitori davvero trendy seguono...quelli poco "di tendenza" aspettano お正月 (O-shougatsu, il Capodanno giapponese) quando con tutta la famiglia mangeranno おせち料理 O-Sechi Ryouri (piccole prelibatezze della cucina tradizionale servite in bocconcini all'interno di bellissime scatoline di lacca rosse o nere (prometto tante foto quando tornero' da Osaka, citta' natale di mio marito, dove suo padre, di professione cuoco, ci preparera' O-Sechi con le sue mani esperte!).

Durante la lenta degustazione dell'O-Sechi Ryouri si guarda il tradizionale programma televisivo di Capodanno, dove due gruppi di personaggi famosi (le donne  caratterizzate dal rosso e gli uomini che invece sono bianchi) si contendono il premio finale a suon di karaoke! Allo scoccare della mezzanotte si brinda allegramente e i piu' temerari si recano a fare お参り、O-Mairi (la prima visita dell'anno al tempio Shinto)...ma spesso la grande abbuffata e il freddo rendono i commensali dei meri invertebrati incapaci di uscire dal suddetto kotatsu.... 

Questo e' quanto, a grandi linee...ma come promesso vi raccontero' del Capodanno giapponese quando avro' raccolto prove visive da condividere con voi!!

Quindi, amici, che il vostro sia un dolce Natale...e' tutto dal Sol Levante!

lunedì 15 novembre 2010

Akibare, giorni di pace e tranquillita'

Aspettavo una giornata di pioggia per aggiornare il blog, quasi una sfida visto che abbiamo avuto una decina di giorni consecutivi di tempo bello e mite. AKIBARE, questa misteriosa parola in giapponese sta a signficare "sereno d'autunno" ed e' davvero una delle condizioni meteorologiche che preferisco: cielo terso, alto, dal colore azzurro intenso, aria asciutta e ovunque batta il sole riesci ancora a scaldarti, come un ultimo dono della stagione prima del letargo invernale. Abbiamo avuto giorni cosi' e di stare in casa non ne avevo proprio voglia! Il lavoro non e' ancora partito quindi mi godo le ultime giornate di totale relax.

Qui a Tokyo ci sono molti parchi, anche se sembra una citta' interamente cementificata (ehm,,si', lo e'...ma il verde si trova..cercandolo) ed e' diventata la mia missione in questi giorni: inforcata la bicicletta, canon a tracolla ho passato giornate intere a pedalare verso una meta, fermandomi ogni tanto a dare una sbirciatina alla mappa, per comprare un onigiri (la fame colpisce all'improvviso! cit., gli onigiri sono palline/triangolini di riso di varia grandezza con vari ripieni che spaziano dal pesce alla verdura, ricoperti spesso di fogli di alghe sono un ottimo spuntino da portare fuori casa...insomma, sono i "panini" che i giapponesi si portano in ufficio o ai pic nic!) o farmi un giro in un negozio vintage (altra mia grande passione, insieme ai mercatini delle pulci che qui a Tokyo spopolano!).





Devo dire che anche il mio umore e' cambiato molto rispetto a un paio di settimane fa...la paura di non saper piu' parlare in giapponese e' passata (il mio primo colloquio di lavoro mi ha definitivamente sbloccata) e anche la smania di trovare un impiego ha ceduto il passo alla serenita' di vivere di rendita (prima o poi il lavoro arrivera'..che fretta ho di stiparmi nel treno della mattina insieme agli stressatissimi giapponesi?) quindi...mi godo i miei giorni di svago, leggendomi un libro o una rivista, ascoltando musica, preparandomi una cioccolata calda, chattando con i miei amici, sperimentando il funzionamento del nuovo ultra-tecnologico forno appena acquistato.





Probabilmente Dicembre sara' il mese in cui iniziero' a lavorare, quindi...mi preparo psicologicamente ad abbandonare tutta questa calma, tutte queste dormite (faccio schifo! Nemmeno una 15enne dormirebbe tanto!) per immergermi finalmente nello spirito della societa' nipponica, infatti presto saro' anch'io una SHAKAI-JIN (trad. appartenente alla vita della societa' giapponese, che si basa sul lavoro e le sue regole).